
L’ipoplasia mammaria è definita da un volume del seno troppo piccolo rispetto alla morfologia della paziente.
Può essere presente fin dalla pubertà (i seni non si sono mai sviluppati) oppure essere la conseguenza di un dimagrimento o di una gravidanza (con o senza allattamento).
Talvolta si associa a ptosi, cioè a un cedimento dei seni scesi verso il basso con lassità cutanea.
Prima visita
Incontrerà le Docteur Lionel SALLAZ che, dopo aver ascoltato i Suoi desideri e le Sue motivazioni, La visiterà per assicurarsi della pertinenza dell’operazione, che Le sarà spiegata con precisione.
La informerà nel modo più dettagliato e onesto possibile e Le spiegherà ciò che questo intervento può realmente apportarLe e ciò che non può correggere.
Potrà quindi provare diverse protesi in un reggiseno speciale per rendersi conto del cambiamento atteso; questo Le darà un’idea più precisa del risultato.
Le spiegherà che cosa potrà fare dopo l’intervento durante la Sua convalescenza a domicilio (sport, …).
Le consegnerà un foglio informativo e un preventivo relativi all’intervento affinché possa prendere una decisione a casa «a mente serena», pienamente informata, dopo un periodo di riflessione.

Le protesi mammarie
Un tempo riempite con soluzione fisiologica, oggi contengono più frequentemente gel di silicone.
Esiste un’ampia scelta di volumi e profili per soddisfare le Sue esigenze.
La protesi è rivestita da un involucro definito liscio o semi‑liscio (microtesturizzato).
NB: Le protesi cosiddette macrotesturizzate (= «rugose») sono state ritirate dalla vendita in Francia nel 2019 (sezione attualità).
L’intervento

L’intervento viene eseguito in anestesia generale in regime ambulatoriale con dimissione in giornata.
Si svolgerà in anestesia generale nella sala operatoria della clinica, in un ambiente tecnologicamente all’avanguardia autorizzato dalla Haute Autorité Sanitaire (HAS) per gli interventi di chirurgia estetica.
Inizia con una minima incisione cutanea nel punto definito in sede di visita: a livello dell’areola, nel solco sottomammario oppure, talvolta, nella piega ascellare.
La protesi viene posizionata il più spesso dietro il muscolo grande pettorale, rendendola quasi impercettibile. Si parla talvolta di tecnica «dual plane», cioè dietro il muscolo a livello del décolleté ma davanti al muscolo nella parte inferiore del seno, per lasciare la protesi più libera rispetto alla compressione muscolare in quel punto.
La sutura cutanea finale viene eseguita con fili sottili nascosti sotto la pelle (suture intradermiche) per non lasciare segni visibili.
Si applica una medicazione leggermente compressiva e viene messo un reggiseno sportivo (da indossare per un mese).
Il decorso post‑operatorio

Di norma è semplice.
È consigliabile qualche giorno di riposo per la Sua convalescenza; non dovrà praticare attività sportiva intensa per due o tre mesi.
Possono esserci dolori moderati quando le protesi sono state posizionate dietro il muscolo pettorale (caso più frequente). Per questo motivo Le verranno prescritti in clinica analgesici adeguati da proseguire a domicilio per alcuni giorni, per il Suo comfort.
Inizialmente i seni possono apparire gonfi per alcuni giorni. Assumeranno la loro forma e il loro profilo definitivi nell’arco di alcuni mesi.
La sensibilità, ridotta nei primi mesi, in genere non risulta modificata a lungo termine e, se lo desidera, sarà possibile un successivo allattamento.
La cicatrice è di piccole dimensioni (3–4 cm). Le verranno indicati trattamenti specifici e consigli personalizzati per minimizzarla al massimo (massaggi, medicazioni, …) affinché sia praticamente «invisibile».
I produttori di protesi mammarie non indicano una durata di vita delle protesi. Non è quindi possibile stabilire un termine oltre il quale dovranno essere sostituite. Dopo dieci o quindici anni o più?
Il Docteur Lionel Sallaz dedicherà un’attenzione tutta particolare al Suo follow‑up post‑operatorio. Al momento della dimissione dalla clinica Le consegnerà per iscritto raccomandazioni per effettuare le cure post‑operatorie (che resteranno estremamente semplici!).
Resterà sempre reperibile per assicurarsi che la Sua convalescenza proceda bene.
I punti di sutura verranno rimossi alcuni giorni dopo l’intervento durante la visita di controllo presso lo studio del chirurgo, che La seguirà per monitorare l’assenza di qualsiasi complicanza.
Una visita di controllo intorno ai 6 mesi dal post‑operatorio è quindi programmata per assicurarsi della Sua soddisfazione.
Sono rari; tuttavia, pur essendo motivata essenzialmente da ragioni estetiche, l’aumento del volume del seno rimane a tutti gli effetti un vero intervento chirurgico, con i rischi propri di ogni atto medico, per quanto minimo. In alcune pazienti molto magre, la protesi può essere percepibile sotto la pelle (pieghe) in certe posizioni. Le infezioni sono rare dopo questo intervento, ma vanno prevenute perché fonte di complicazioni (ad esempio la rimozione delle protesi). Per limitare questo rischio, le pazienti devono effettuare a domicilio docce pre‑operatorie con antisettici e durante l’intervento vengono prescritti antibiotici. Può insorgere un ematoma che, se voluminoso, può richiedere un nuovo intervento per evacuarlo. Per limitarne il rischio, non dovranno essere assunti farmaci contenenti derivati dell’aspirina nei dieci giorni precedenti e successivi all’intervento. È attualmente dimostrato che portare protesi mammarie non aumenta il rischio di insorgenza di un tumore della ghiandola mammaria.
In definitiva, i rischi non vanno sopravvalutati, ma è importante essere consapevoli che un intervento chirurgico, anche apparentemente semplice, comporta sempre una parte di alea. Rivolgersi a un chirurgo plastico qualificato garantisce che egli abbia la formazione e la competenza necessarie per evitare tali complicanze o, se del caso, trattarle efficacemente. La sorveglianza del seno nell’ambito dello screening del tumore mammario (mammografia, ecografia) dopo l’intervento sarà identica a quella di una donna che non è stata operata.
Va precisato che quando si impianta una protesi si forma SEMPRE una reazione cicatriziale attorno ad essa, la capsula periprotesica. Talvolta questa può contrarsi e rendere il seno duro e dolente. Questo fenomeno, piuttosto raro, se provoca disturbi importanti può richiedere un nuovo intervento per ammorbidire il seno. Il chirurgo Le spiegherà le precauzioni adottate per prevenire e limitare questo rischio e come trattarlo qualora si presentasse.
Di fronte agli interrogativi attuali riguardo al rischio di linfoma anaplastico a grandi cellule (tumore che, in rari casi, si svilupperebbe nella capsula fibrosa che si crea attorno all’impianto) in alcune donne portatrici di protesi mammarie, l’ANSM (Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé) ha riunito il 7 e 8 febbraio 2019 i diversi interlocutori durante una consultazione pubblica sull’utilizzo delle protesi mammarie. Il rischio è molto basso secondo il professor Gary Brody, specialista mondiale dell’argomento, che ha cercato di valutarne l’impatto nel mondo alla luce della letteratura e dei suoi casi personali. Nel 2016 ha censito 173 casi nel mondo insorti in oltre 15 anni. Il rischio globale resta comunque molto basso, compreso tra un caso su 500.000 e un caso su 3 milioni di pazienti. L’80% dei casi è descritto negli Stati Uniti e solo il 20% nel resto del mondo, inclusa l’Europa. Il linfoma anaplastico a grandi cellule è una nuova entità oncologica a sé stante, la cui origine è spesso multifattoriale. Il principale fattore eziologico comune sembra essere la superficie testurizzata delle protesi mammarie e l’infiammazione che ne deriva. Il contenuto delle protesi verosimilmente non è in causa. In pratica, pur essendo di insorgenza molto eccezionale, il linfoma anaplastico a grandi cellule costituisce un rischio di cui le donne candidate a un impianto mammario devono ormai essere sistematicamente informate. Alla luce dei dati scientifici attuali che sembrano poterli collegare alla comparsa di questa malattia, gli impianti con superficie macrotesturizzata devono essere oggetto di ulteriori studi scientifici. Infine, in generale, le donne portatrici di protesi mammarie devono essere regolarmente e sistematicamente controllate. In conclusione di tale consultazione, l’ANSM raccomanda di utilizzare le protesi mammarie testurizzate solo quando la testurizzazione del loro involucro apporta un beneficio comprovato. Le protesi macrotesturizzate a texture Biocell del marchio Allergan sono vietate e le protesi macro‑testurizzate degli altri produttori devono essere utilizzate con la massima prudenza. Il Docteur Lionel Sallaz non utilizza protesi macrotesturizzate.
Nella stessa sezione